15 settembre 2018: evento di premiazione

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La spilla d'oro costituiva un ambito riconoscimento per la fedeltà aziendale dei dipendenti Olivetti.

Essa veniva assegnata ai lavoratori che avevano raggiunto i venticinque anni di permanenza nelle Società del Gruppo.

L'Associazione Spille d'Oro Olivetti è quindi un sodalizio tra persone che, avendo vissuto a lungo nell'ambiente culturale olivettiano ed avendone assimilato valori ed etica, avvertono l'esigenza di testimoniarli, preservarli e diffonderli.

L'Associazione si apre ora, grazie anche alle possibilità comunicative offerte da Internet, a tutti coloro che quei valori intendano condividere.

Associazione Spille d’Oro Olivetti

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Onda 2: Notiziario n.1  2017
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Gli atti del convegno
Olivetti: “In me non c’è che futuro”

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20-27 Marzo 2020
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14 Maggio 2020
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21 Giugno - 5 Luglio 2020
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Dal 27 Agosto
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Prima edizione del premio Camillo e Adriano Olivetti
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n. 1 del 2020

Era il 27 febbraio 1960

A 60 anni dalla morte di Adriano Olivetti

di Pino Ferlito

Siamo rimasti in pochi ad aver vissuto da testimoni i momenti convulsi che coinvolsero Ivrea e il Canavese a partire dalla mattina di domenica 28 febbraio, quando il Sindaco, professor Umberto Rossi, decise il lutto cittadino e la cancellazione delle celebrazioni del Carnevale.

Radio e televisione avevano informato gli eporediesi fin dal primo mattino della morte improvvisa dell’ingegner Adriano Olivetti e i momenti lieti, culminati la sera prima con l’apparizione della Mugnaia, con quella notizia sembrano solo un lontano ricordo in una città incredula, piombata nel lutto.

Soltanto due giorni prima, il 25 febbraio, nella sede di rappresentanza di Villa Casana, l’assemblea straordinaria degli azionisti aveva plebiscitariamente approvato l’operazione Underwood e l’ingresso in Borsa della Società che verranno poi formalizzati a Milano sabato 27 febbraio. Un successo di valore internazionale l’acquisizione di un’importante azienda americana da parte dell’Olivetti, come risultato di un’audace  iniziativa dell’ingegner Adriano che aveva celebrato questi importanti avvenimenti al Savini, in Galleria a Milano, con i massimi dirigenti aziendali e i rappresentanti della famiglia.

Erano stati momenti intensi, di grande soddisfazione ma, come al solito, caratterizzati da una sequenza di impegni, come la visita al palazzo Olivetti di via Clerici, alle edizioni di Comunità, le telefonate alla moglie a Ivrea, ad Astengo e a Ferrarotti, per assicurarsi della sua presenza al Carnevale di Ivrea, senza trascurare le ultime disposizioni per rilanciare la produzione Underwood…

Infine, la corsa alla stazione centrale per salire sul direttissimo delle 17,55 per Losanna. L’ingegner Adriano appare provato da quella giornata frenetica e alla sosta di Domodossola scende passeggiando nervosamente sul marciapiedi dove incontra un gruppo di conoscenti diretti in Svizzera, a sciare. Pranzerà con loro, nella vettura ristorante, dedicandosi stranamente al racconto di episodi della sua vita sui quali è sempre stato molto riservato anche con gli amici più intimi.

Racconta della fuga di Turati, del duro soggiorno nel carcere di Regina Coeli concluso fortunosamente con la fuga in Svizzera e stupisce perché  tratta  momenti importanti della sua vita, mai citati e che riemergono come ricordi di giovinezza in questa giornata stressante ma ricca di aspetti positivi.

Poi, quando a Martigny la comitiva di amici scende dal treno che riprende la corsa, Adriano si sente male e l’unico passeggero dello scompartimento racconterà di averlo visto alzarsi come se stesse soffocando e uscire nel corridoio dove avanza barcollando, trascinandosi da un vagone all’altro fino a quando non crolla, mormorando parole incomprensibili.

Accorrono passeggeri, si cerca di soccorrerlo ma ormai è alla fine e quando, pochi minuti dopo, alle 22,14, il rapido effettua la fermata di emergenza ad Aigle, la corsa all’ospedale locale si rivelerà ormai inutile. Adriano Olivetti, l’industriale-poeta, l’Uomo che progettava l’azionariato operaio, se ne era andato per sempre.

La notizia viene trasmessa dalla polizia svizzera al vice-questore di Ivrea, Giuseppe Battegazzorre che telefona al dottor Camillo Prelle al quale affida il doloroso incarico di informare la famiglia.

A mezzogiorno, sul balcone del Municipio di Ivrea compare il gonfalone a mezz’asta  della Città  e viene proclamato il lutto cittadino: per la prima volta dal 1808, in tempo di pace, il Carnevale di Ivrea si ferma e la gente si interroga, incredula e attonita su quel “vuoto” destinato a comprometterne  il futuro.

Il 2 marzo, dopo la sosta della salma nel  Salone dei Duemila, ai funerali parteciperà una folla di oltre quarantamila persone fra le quali spiccheranno, oltre ai famigliari e ai dirigenti dell’Azienda, le Spille d’Oro, i Comunitari e uomini e donne affranti, provenienti da ogni parte che piangono quell’Uomo che aveva fatto sognare - e, per quanto possibile, realizzato fra mille ostacoli - un modo nuovo di “vivere il lavoro e l’ambiente” e per questo creandosi intorno inimicizie di ogni genere.

Dopo quel giorno non tutto si interruppe subito, nel clima della Fabbrica. Ci vollero degli anni ma poi l’ambiente  si fece gradualmente diverso e il progresso non fu  più misurato - come Olivetti intendeva - sulla base del benessere del lavoratore e del territorio circostante ma, secondo la tradizione comune del mondo industriale, sulla base del profitto degli investitori.

Oggi sono trascorsi 60 anni, una vita, ma  grazie alla genialità e alla sensibilità sociale di Olivetti divenute famose nel mondo, si apre un nuovo futuro con l’importante riconoscimento internazionale dell’Unesco che nel pensiero e nella realtà imprenditoriale costruita dal grande Canavesano riconosce in Ivrea la “Città industriale del XX° secolo.

L’Associazione Spille d’Oro, testimone attiva di quell’esperienza indimenticabile che aveva coniugato genialità, progresso economico, sociale e culturale del territorio, ha cercato in questi ultimi anni le tracce della tradizione imprenditoriale olivettiana nell’attuale tessuto industriale dell’Eporediese, individuando in ben sette Aziende la qualità produttiva e il rapporto con i lavoratori e il territorio, il clima che ha caratterizzato “la Olivetti degli Olivetti”, destando interesse e ammirazione in tutto il mondo.

Ivrea 27 febbraio 2020                                                                                      L’Associazione Spille d’Oro Olivetti